Un impianto di filtrazione delle nebbie oleose deve togliere dall’aria le microgocce d’olio e i fumi prodotti dalle macchine utensili, restituire all’officina aria pulita e farlo senza fermare la produzione. Il modo in cui lo si progetta conta quanto i filtri che si scelgono.

AR Filtrazioni, che dal 1995 ha installato oltre 30.000 depuratori, ha una posizione chiara: le nebbie vanno catturate alla fonte, macchina per macchina, e non convogliate in un unico grande impianto centralizzato.

Tre modi di progettare un impianto

SoluzioneCome funzionaQuando ha senso
Impianto centralizzatoUn unico aspiratore collegato a tutte le macchine con una rete di condotte; l’aria viene spesso espulsa all’esterno.Sempre meno: costi di condotte e riscaldamento alti, un guasto ferma tutto il reparto.
Depuratore per macchinaUn depuratore a bordo di ogni macchina utensile, che restituisce aria pulita in officina.Nella maggior parte dei reparti: è la scelta consigliata da AR Filtrazioni.
Semi-centralizzatoUn depuratore di grande portata serve un piccolo gruppo di macchine vicine.Macchine molto grandi o molto vicine tra loro, grandi volumi di nebbia.

Perché la filtrazione alla fonte conviene

  • Nessun blocco totale della produzione: la manutenzione di un depuratore riguarda una macchina, non l’intero reparto.
  • Niente condotte da progettare, pulire e mettere in sicurezza: meno rischio d’incendio, più luce in reparto, layout che si cambia in poche ore.
  • Calore conservato: l’aria depurata resta nel capannone. Per un impianto da 1.700 m³/h AR Filtrazioni stima circa 415 euro l’anno di riscaldamento risparmiato e circa 9.000 kg di CO₂ in meno.
  • Olio recuperato: il ricondensatore centrifugo fa tornare liquido fino all’80% della nebbia, che si riutilizza.
  • Investimento graduale: si parte dalle macchine più critiche e si aggiungono depuratori quando serve.

Il caso Lonati: 47 macchine, dal centralizzato al singolo depuratore

Lonati S.p.A. (Brescia) ha dismesso un impianto centralizzato che serviva 47 macchine e l’ha sostituito con 47 depuratori AR Filtrazioni a bordo macchina. Il risultato riportato: consumo di olio ridotto del 15%, niente più fermi dell’intero reparto per la manutenzione dell’impianto e, secondo i calcoli di AR Filtrazioni, circa 19.500 euro l’anno di riscaldamento risparmiati (47 impianti × 415 euro).

Come si progetta un impianto con AR Filtrazioni

  1. Sopralluogo e raccolta dati: macchine, lubrorefrigerante (emulsione o olio intero), turni di lavoro, layout.
  2. Dimensionamento: portata d’aria per ogni macchina e scelta della serie (ARNO, ECO, ARPX, oppure AR 10000, COALFILTER e ARIS per le soluzioni semi-centralizzate fino a 10.000 m³/h).
  3. Prova gratuita con la formula “soddisfatti o rimborsati”, per gli investimenti più importanti.
  4. Installazione chiavi in mano, a bordo macchina, su piantana o su carrello; consegna in genere in 2–4 settimane.
  5. Manutenzione programmata ogni 12–18 mesi, con attestato di avvenuta manutenzione: in Lombardia la tabella di manutenzione è obbligatoria per legge (allegato tecnico 32 delle autorizzazioni generali regionali).

Domande frequenti

Un impianto centralizzato non costa meno?

All’acquisto a volte sì, ma vanno sommati condotte, installazione, riscaldamento dell’aria espulsa e fermi del reparto. Con i depuratori a bordo macchina i costi di gestione scendono e l’investimento si può distribuire nel tempo.

L’aria depurata può davvero tornare in officina?

Sì, se il depuratore ha un filtro finale HEPA certificato secondo la norma EN 1822. I depuratori AR Filtrazioni montano filtri HEPA H13 con efficienza del 99,95% e rispettano le prescrizioni della Regione Lombardia sul ricircolo.

Quanto spazio serve?

Il depuratore si monta sopra la macchina o accanto, su una piantana con base di 300 mm: non servono locali tecnici né spazi dedicati.

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